Il recente finesettimana della Formula Renault 2.0 Italia ha riservato a Daniel Mancinelli la soddisfazione di un’ulteriore vittoria, ma anche un epilogo decisamente poco piacevole, culminato con uno spaventoso incidente nel finale di Gara 2. Dopo aver lasciato nella serata di lunedì l’ospedale di Riccione, fra i primi desideri di Daniel c’è stato quello di mettere a fuoco l’intero weekend di Misano, dando legittimamante voce a tutte le sue indiscutibili ragioni: “Fin dalle prove libere del venerdì, sono stato estremanete competitivo. Durante le due ore di libere mattutine ho fatto registrare il miglior crono della giornata, con un tempo di 1′35″ 39 ottenuto con gomme nuove. Il set up della macchina è risultato quello giusto fin da subito, consentendomi di scavare un divario di oltre mezzo secondo fra me ed il mio migliore inseguitore. Malgrado questo, nelle qualifiche del sabato mattina non sono tuttavia riuscito a ripetere i tempi del giorno precedente, in quanto le condizioni della pista risultavano sostanzialmente mutate. Pur accusando una rilevante mancanza di grip, ho comunque portato a casa la pole position per Gara 1, con 1′ 36″ 38, mentre il secondo miglior giro veloce, di 1′ 36″ 62, mi è valso comunque la conquista dell prima fila per Gara 2. La bella partenza di Gara 1, che mi ha permesso di mantenere il comando e di guadagnare un ampio margine nell’arco di un solo giro, è stata tuttavia vanificata dall’ingresso in pista della safety car per un incidente nelle retrovie. Per i due passaggi successivi la gara è rimasta congelata, mentre in fase di ripartenza la mancanza di grip mi ha causato non pochi problemi: per quasi un intero giro dopo il restart, ho cercato di difendermi dagli attacchi di Comini, ma all’uscita della curva Rio è riuscito a sopravanzarmi. Da quel momento in poi, è iniziata una lunga fase di inseguimento nella quale ho fatto registrare anche il giro più veloce della gara. Ho provato ad attaccarlo in più occasioni, ma non sono riuscito a portare a termine il sorpasso. A cinque giri dalla fine, nella penultima curva prima del traguardo, il mio avversario è andato in testacoda, lasciandomi via libera verso la vittoria. In Gara 2, una bella partenza dalla seconda posizione mi ha permesso di attaccare immediatamente, già alla staccata della prima curva. Comini, che partiva dalla pole, ha iniziato da quel momento a mettere in atto una condotta di gara davvero scorretta: malgrado il mio passo fosse decisamente superiore, ed in una maniera evidente a tutti, nei venticinque minuti successivi ho dovuto incassare continui “tagli” di traiettoria ad ogni mio tentativo di attacco. A circa metà gara, ho subito inoltre un temporaneo sorpasso da parte di Venturini, che era stato in grado di portarsi alle mie spalle per il semplice fatto che Comini stava facendo da “tappo”. A pochi minuti dal termine, completando la “curva del tramonto”, Comini è uscito più lento del solito ed ho cercato immediatamente di sfruttare l’occasione portandomi all’interno del lungo rettilineo per tentare un attacco in fondo. A quel punto, ho subito l’ennesima chiusura di traiettoria ed ho quindi deciso di proseguire la manovra sulla linea esterna. Il prossimità del curvone che si affronta in sesta marcia in “pieno” gas, la mia macchina era già davanti alla sua. Non tenendone affatto conto, Comini si è portato sempre più verso l’esterno, fino ad innescare il contatto fra le due vetture, con la mia che si è poi capovolta a circa 220km/h. Dopo un autentico volo, è arrivato un violentissimo schianto con le barriere, che ha letteralmente spezzato in due la mia macchina. I commissari di percorso sono intervenuti con grande prontezza, con il medico che ha deciso estrarmi dall’abitacolo quando la vettura era ancora capovolta. Con il trasferimento al centro medico del circuito sono arrivati i primi accertamenti radiografici che hanno individuato una lesione polmonare, successivamente confermata dalla TAC alla quale sono stato sottoposto presso l’ospedale di Riccione. Considerata la violenza dell’impatto, posso ritenermi fortunato per aver rimediato “soltanto” delle grosse ammaccature, per le quali non sarà necessario intervenire chirurgicamente, ma sono veramente amareggiato per almeno due motivi: il comportamento in pista che ha tenuto Comini nei miei confronti e quello della direzione di gara. Se avessero deciso di sanzionare il suo comportamento durante la permanenza in pista, si sarebbe potuto prevenire un incidente potenzialmente così grave. Per fortuna, sto già iniziando a stare meglio; lasciare l’ospedale è stato il primo passo, anche se ci vorranno un po’ di giorni per un recupero completo”.
